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Se ne sente parlare continuamente. Su Google, si trovano circa 6.740.000 risultati per questa condizione. Ma che cos’è il mobbing? Nell'accezione più comune consiste in un insieme di comportamenti violenti messi in atto contro qualcuno...

Una scena del film Tempi Moderni di Charlie Chaplin

Mobbing e stress occupazionale. Quali effetti sulla salute?

Se ne sente parlare continuamente. Su Google, si trovano circa 6.740.000 risultati per questa condizione. Ma che cos’è il mobbing?

Nell’accezione più comune consiste in un insieme di comportamenti violenti messi in atto contro qualcuno.

Preso in prestito dall’etologia, è Lorenz il primo a parlarne per descrivere nel regno animale quei comportamenti volti ad isolare l’individuo dal gruppo, il cosiddetto “mobbing” è una forma di terrore psicologico che può assumere diverse definizioni a causa delle sue molteplici sfaccettature: emarginazione, diffusione di pettegolezzi e critiche, compromissione dell’immagine sociale nei confronti di clienti sono solo alcuni esempi.

Negli ultimi anni il mobbing e, più in generale, lo stress occupazionale, sono stati oggetto di notevole attenzione tanto da parte dell’Opinione Pubblica quanto da parte della Comunità Scientifica, degli Organismi di Vigilanza e delle Istituzioni Internazionali.

La risposta a tutto questo interesse è costituita dal Dgls 81/2008 che, riconosciuta la gravità di queste problematiche per l’impatto a 360° sulla vita del lavoratore, ha sancito l’obbligo per il Datore di Lavoro di effettuare la valutazione di tutti i rischi, compresi i rischi da stress lavoro-correlato.

Ma torniamo al problema-mobbing. Le persone vittime di mobbing subiscono uno stress notevolmente più elevato rispetto agli altri lavoratori ed è ormai condiviso come le molestie morali costituiscano un rischio potenziale per la salute che spesso sfocia in patologie stress-correlate.

Sebbene ad oggi nel nostro Paese non ci sia ancora una precisa definizione giuridica né nosografica è tuttavia possibile individuare una costellazione di sintomi piuttosto frequenti.

Disturbi d’ansia, depressione, rimuginii continui e somatizzazioni di ogni tipo per non parlare di tutte quelle difficoltà relazionali e di disadattamento che vanno dal senso di impotenza, alla rabbia, fino al completo isolamento sociale.

Che fare quindi?

È importante sottolineare che quanto descritto non è legato esclusivamente a molestie che si verificano in modo frequente e regolare ma anche e soprattutto a quei comportamenti di minore gravità, ripetuti frequentemente e per lungo tempo.

Pertanto, nell’attesa che il D. Lgs venga “recepito” dalle Aziende nei suoi aspetti di prevenzione e promozione del benessere sui luoghi di lavoro, se ci accorgiamo di situazioni a rischio, o ne siamo coinvolti in prima persona, è importante agire immediatamente affidandosi con fiducia alle figure di riferimento – non dimentichiamo che il Medico Competente aziendale è a nostra disposizione in questi casi – o agli specialisti, quali avvocati e terapeuti, dedicati a promuovere la tutela dell’individuo e della sua salute.

Scritto da Giulia Minuti, Elisabetta Lunghi e Valentina Quaia

About the Author

Alice NatoliLa dott.ssa Alice Natoli è Psicologa e Psicoterapeuta. Si occupa dei principali disturbi dell'umore, dei disturbi d'ansia e della personalità. Perfezionata in Psicologia Forense, effettua valutazioni psicodiagnostiche, valutazioni neuropsicologiche e consulenze tecniche di parte.View all posts by Alice Natoli →

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