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DSA

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, a scuola che fatica

La terminologia “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” (DSA) si riferisce a un gruppo eterogeneo di disturbi che interessano il campo delle abilità scolastiche, quali lettura, scrittura e calcolo. Tali disturbi sono noti, rispettivamente, come Dislessia, Disgrafia e/o Disortografia e Discalculia.

La caratteristica principale di questi disturbi è proprio la loro “specificità”, data dal fatto che il disturbo colpisce uno specifico dominio di abilità in modo significativo, ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Pertanto, per porre diagnosi di DSA è fondamentale il criterio di “discrepanza” tra le abilità raggiunte dal bambino nel dominio interessato (deficitarie in rapporto alle attese per età e classe frequentata) e le sue potenzialità cognitive e intellettive generali (adeguate per l’età cronologica).

Un’altra importante caratteristica di questa classe di disturbi è relativa al fatto che tale diagnosi prevede che non ci siano, alla base, deficit uditivi e/o visivi, un ritardo mentale (Q.I. <71), un deficit neurologico, un problema emotivo o situazioni etnico-culturale specifiche, derivate, ad esempio, da immigrazione o adozione.

 

Quali possono essere i “campanelli d’allarme”?

Innanzitutto, è importante specificare che, per quanto riguarda la diagnosi di Dislessia, essa non è effettuabile prima della seconda elementare, mentre, nel caso di Disgrafia, Disortografia e Discalculia, esse non sono diagnosticabili prima della terza elementare.

È, comunque, possibile individuare alcuni “campanelli d’allarme” già all’ultimo anno della scuola dell’infanzia, come, ad esempio, ritardi nell’acquisizione linguistica, nelle competenze prassico-motorie e/o grafiche e nelle capacità narrative.

Nel corso delle scuole elementari, invece, le difficoltà che il bambino presenta possono essere individuate e riconosciute, ad esempio, come capacità di lettura scadenti, scrittura illeggibile, difficoltà a ricordare le nozioni, distraibilità e irrequietezza, lentezza nell’apprendimento, mancanza di organizzazione, poca partecipazione e scarso impegno.

 

Perché è importante rivolgersi a uno specialista psicologo e/o psicoterapeuta?

È, innanzitutto, di fondamentale importanza sottolineare che la diagnosi di DSA, indipendentemente da quale essa sia, non può essere fatta da insegnanti, genitori, ecc, ma solo ed esclusivamente da uno specialista, sia esso psicologo e/o psicoterapeuta, esperto nel trattamento e diagnosi di DSA.

In particolare, la presa in carico, da parte di questi specialisti, durante la scuola primaria (elementari), permette di identificare le aree di difficoltà dello specifico bambino e di andare prontamente a intervenire per promuovere e ripristinare il benessere dello stesso.

Pertanto, un percorso terapeutico può ridurre l’entità del disturbo e il gap cognitivo, prevenire il rischio psicologico, permettere un uso mirato di strumenti compensativi e fornire strategie didattiche precise; in ogni caso, lo scopo è quello di gestire nel miglior modo possibile la situazione di difficoltà, andando a limitare e a ridurre l’eventuale sovrapposizione di sentimenti di autosvalutazione o altre forme di disagio.

 

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