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“ la dieta è l’unico gioco dove si vince quando si perde...”

Dieta Piacere

La dieta del piacere

Scritto dalla dott.ssa Sara Doni

Per perdere peso siamo disposti a sottoporci a qualunque sacrificio. Tra questi, il più inutile è sicuramente… Saltare i pasti!

Mettersi a dieta, o seguire un regime alimentare controllato che dir si voglia, non significa sottrarre cibo all’alimentazione, dieta è un modo di vivere, muoversi, mangiare, dormire e quanto altro caratterizzi uno stile di vita.

Quasi tutti hanno provato almeno una volta nella vita a seguire una dieta, raggiungendo i risultati più disparati.

Il più frequente? Ottenere un successo temporaneo per poi riacquistare i chili persi e talora anche con gli interessi.

Molti sono gli errori, presenti in campo alimentare, per mistificazioni consumistiche, per fattori psicologici, per disinformazione, per pregiudizi. Si ricorre spesso a “Diete Bizzarre” si colpevolizza ingiustamente il cibo come causa di disturbi di tutt’altra origine e natura. In realtà, sono molte le difficoltà che riguardano la questione “dieta” ma di tutte le più importanti sono due:

  1. L’impossibilità di riuscire a seguire un programma alimentare restrittivo
  2. Nel caso di una dieta riuscita, il mantenimento del peso raggiunto

Ed ecco il sillogismo:

Dieta = Privazione = Mortificazione

Privazione = Mortificazione

Dieta = Mortificazione

 

Ciò che rende fallimentare le diete è che queste si basano sull’idea del controllo, delle limitazioni e del sacrificio, di conseguenza, prima o poi, diventano insopportabili poiché vanno ad interferire pesantemente con la sensazione fondamentale su cui si basa il nostro rapporto con il cibo: IL PIACERE.

Il comportamento alimentare è complesso, poiché dipende da più fattori: impulsi olfattivi, impulsi visivi, impulsi sensoriali ed impulsi emozionali. La decisione se mangiare o meno deriva da segnali neuro-chimici: i centri integratori sottocorticali bilanciano questi input. Il piacere, inoltre, ha basi bio-psicologiche, il desiderio di un determinato cibo è biologico quando ne abbiamo bisogno.

 

Cibo = Soddisfazione = Premio = Gratificazione = Consolazione

 

Sin dall’infanzia, infatti, l’alimento viene percepito come premio per un buon voto, la giusta fine di un pasto completo, lo snack pomeridiano o spesso l’unico piacere di una giornata faticosa. Pertanto l’astinenza e/o la restrizione dal mangiare cibi “peccaminosi” è dettata dal solo dovere.

Durante il periodo di restrizione alimentare ed anche dopo, possono emergere diverse reazioni, più o meno razionalmente comprensibili, ma tutte con un denominatore comune “il tentativo di controllo che conduce alla perdita di controllo”.

Tanto è vero che quando si decide di seguire una dieta, si decide di privilegiare il dovere, ovvero l’aspetto razionale, cercando di non tenere conto dei propri istinti primitivi. Eppure, da decenni, gli studi sulla nostra mente hanno dimostrato come questa sia un tutt’uno con le nostre sensazioni più primitive, che vanno gestite e non represse, altrimenti dalla “lotta” tra volontà e istintività possono emergere squilibri spesso responsabili non solo di incapacità personali, ma anche di severe patologie.

E’ inutile continuare a seguire diete “magiche” come se la soluzione fosse solo questa, conta delle calorie, grammi dei cibi, cibi si e cibi no, ed altro, il tutto senza tenere conto degli aspetti psicologici del rapporto con il cibo, che provocano invece i danni maggiori. La convinzione che se mi lascio andare al piacere sono destinato ad ingrassare è un pregiudizio razionalista da smontare. La sensazione del piacere vuole, dunque, essere il fondamento di un programma alimentare.

Questo è il principio su cui si basa la “dieta del piacere”.

 

 

 

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