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Acne Giovanile

Acne: quei segni sulla pelle graffiano anche l’anima.

A rischio la socialità dei giovani: come vincere la battaglia.

Intervista al Dr. Alberto Caputo

Secondo un’indagine del Kelton Research l’acne influenza negativamente la socialità dei giovani, ma niente panico, le cure oggi sono molto efficaci e in grado di porre rimedio anche a eventuali disturbi psicologici.

L’acne CONDIZIONA non solo la percezione che l’individuo ha di sé, ma crea anche disagio nelle relazioni sociali; ciò può capitare a tutte le età, ma sono, soprattutto, gli adolescenti a esserne colpiti in numero maggiore.

Secondo un’indagine condotta dalla Kelton Research, con la consulenza del Dipartimento di Psichiatria della Facoltà di Medicina dell’Università di Miami (Florida), i giovanissimi con l’acne vengono percepiti dai coetanei come timidi, secchioni e solitari e, raramente, sono considerati dei leader o capaci di divertirsi.

Gli adulti pensano che i ragazzi con questo problema possano essere facili vittime di bullismo e limiti le loro uscite, preferendo rimanere a casa con i genitori.

L’adolescenza è un momento critico per quanto riguarda l’immagine corporea e l’acne. Sebbene a questa età l’acne non sia percepita come una malattia dall’80% dei giovanissimi, essa è, però, considerata la principale fonte di danno estetico e rende più difficile anche i primi rapporti interpersonali con l’altro sesso.

«I RISULTATI dell’indagine (sostenuta da Galderma Italia) dimostrano come l’acne giochi un ruolo chiave sulla vita degli adolescenti – afferma Vincenzo Bettoli, responsabile dell’ambulatorio per lo studio e la terapia dell’acne alla Clinica Universitaria di Dermatologia di Ferrara -; è, dunque, importante che i genitori si rivolgano ad un medico che suggerisca la cura più adatta con farmaci specifici, come quelli a base di benzoilperossido, attivo dall’azione antimicrobica che può prevenire la formazione di cicatrici».

L’acne è una malattia e non va curata da soli, ad esempio schiacciando i brufoli, ma occorre seguire con costanza e pazienza le terapie prescritte.

Anche d’estate. A questo proposito è bene sottolineare che occorre esporsi al sole con giudizio: non sempre gli UV migliorano la situazione ed è consigliabile, come del resto a tutti, l’applicazione di creme protettive, meglio se non grasse. «Dopo la guarigione della fase acuta, bisogna seguire una cura di mantenimento che impedisca le recidive» sottolinea il dottor Bettoli.

Perché l’acne può lasciare dei segni, anche nell’anima.

«Per gli adolescenti, il giudizio positivo degli altri ha un impatto fondamentale sul benessere interiore» dichiara Alberto Caputo, psichiatra e psicoterapeuta, Direttore Sanitario del Centro Skindeep di Milano e Presidente IES – Istituto Evoluzione Sessuale. «La presenza di eruzioni, comedoni, pustole e cisti causa disagio — afferma lo specialista — e può produrre nel giovane casi, anche, di fobia sociale. Infatti, come ci insegna la psicologia evoluzionistica, esistono caratteristiche fisiche ottimali condivise: pelle chiara e liscia, simmetria bilaterale del viso, armonia delle forme. E, ciò che è bello e regolare, è giudicato anche come qualitativamente superiore. Questi giudizi condivisi hanno un’influenza sui ragazzi, provocando minore indulgenza verso il proprio aspetto, maggiore suscettibilità agli eventi stressanti e tendenza all’isolamento sociale con perdita di opportunità di interazione».

 

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Alberto CaputoIl dr. Alberto Caputo è Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo Clinico. Perfezionato in Psicologia Forense, è Consulente Tecnico del Tribunale di Milano.View all posts by Alberto Caputo →

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