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Tanoressia

Tanoressia – Abbronzati ad ogni costo

Finalmente Estate, o così sembra… E con il caldo ritorna la voglia di sole, di relax e di abbronzatura.

Tuttavia, se nel ‘700 essere pallidi era simbolo di nobiltà e raffinatezza, oggi non manca chi, avendo anche una “sola” settimana per esporsi al sole, cerca di massimizzarne gli effetti in ogni modo possibile. Niente di male, si penserà, se nel moderno mondo occidentale l’abbronzatura va di moda; attenzione però, anche la tanto amata “tintarella” può diventare un’ossessione ed esprimere una vera e propria distorsione nella percezione corporea.

Oggi, infatti, soprattutto tra i più giovani, l’abbronzatura, può divenire una vera e propria patologia: la cosiddetta tanoressia. Il termine “tanoressia” deriva dalla traduzione italiana della parola inglese tanorexia (assimilabile alla cosiddetta tanning addiction), un neologismo composto unendo i termini tan (abbronzatura) e orexía, dal greco órexis (appetito).

In cosa consiste?

La tanoressia consiste nell’esasperato bisogno di sentirsi, vedersi ed essere abbronzati. Si viene a configurare, quindi, come una sorta di compulsione ad esporsi in maniera esagerata al sole e, più in generale, ai raggi UV, non tenendo in debita considerazione gli effetti, a volte anche nocivi, di una esposizione prolungata.

Tale bisogno spasmodico può esprimere, però, un disagio della persona, anche profondo, legato ad una più generale forma di dispercezione corporea.

I disturbi dell’immagine corporea consistono in una marcata distorsione della percezione e del vissuto del proprio corpo, tali per cui il soggetto è convinto di avere difetti e inestetismi (non di rado inesistenti o trascurabili), che alterano non solo la propria capacità di giudizio, ma alimentano ossessioni che finiscono per interferire con altre attività o comportamenti.

Nella tanoressia, tuttavia, invece che concentrarsi su un presunto difetto di una particolare parte del corpo (naso, gambe, ecc.), è il colorito della pelle a divenire bersaglio di preoccupazioni e comportamenti talvolta anche rischiosi, come l’esagerata esposizione al sole o a lampade abbronzanti.

Al pari di una dipendenza, essa porta a non vedersi mai abbastanza abbronzati, ad esporsi in maniera ossessiva al sole e a sperimentare un disagio interiore qualora non ci si abbronzi “a sufficienza”.

Cosa si può fare?

Al fine di prevenire questa situazione, le conseguenze nocive per la pelle e la salute – non solo fisica, ma anche psicologica – sarebbe utile condurre una corretta campagna di informazione e sensibilizzazione sulle modalità e sulle migliori condotte per esporsi al sole, restando contemporaneamente in salute.

È preferibile non farsi prendere dalla frenesia di mostrare un’abbronzatura perfetta e “nera come il carbone” a tutti i costi e tutto l’anno, ma di esporsi al sole e ai raggi UV in maniera graduale, con adeguata protezione, preservando il piacere di restare in salute e non una sorta di ossessione a essere il più possibile abbronzati.

About the Author

Elena PariseLa dott.ssa Elena Parise, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola "Studi Cognitivi" di Milano, si occupa di supporto psicologico rivolto a bambini ed adolescenti. Effettua inoltre consulenze per il supporto alla genitorialità.View all posts by Elena Parise →

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