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Sindrome Da Rientro

Vacanze finite? Attenti alla sindrome da rientro

Ormai ci siamo: la maggior parte dei vacanzieri è tornata a casa. Si torna in città, ci aspetta il lavoro, le corse, il traffico, il telefono che squilla, gli appuntamenti: in poche parole, la vita di tutti i giorni. Ed ecco in agguato la Sindrome da Rientro.

Sindrome da Rientro: di cosa si tratta?

Al rientro, può succedere che la ripresa lavorativa risulti particolarmente faticosa e, anche se si sono passate delle vacanze rilassanti, capita spesso di fare fatica a ripartire con la routine che fino a qualche mese fa era considerata “normale”: ci si sente stanchi, deconcentrati e più scarichi di quando si è partiti.

Inoltre, nei giorni successivi al rientro, si può manifestare anche un malessere diffuso e definibile come una vera e propria sindrome (con sintomi fisici e psicologici), in inglese definita “Post-Vacation Blues” o “Sindrome da rientro”: irritabilità, calo di attenzione, mal di testa, difficile “digestione” della quotidianità e un generico senso di stordimento, questi alcuni dei sintomi che colpiscono circa una persona su dieci al rientro dalle vacanze.

 

Vacanze come momento di riposo: verità o falso mito?

È interessante, però, ciò che diversi esperti, psicologi e psicoterapeuti, affermano, volendo sfatare un luogo comune sulle vacanze: la maggior parte delle persone è prigioniera di un pregiudizio, cioè che il riposo e il relax ricarichino le batterie mentali. In realtà, a quanto pare, non è così. Per la maggior parte delle persone, al contrario, il lungo riposo estivo acuisce i sintomi da stress non appena si rientra alla vita di tutti i giorni. Per recuperare energie sarebbe molto più vantaggioso imparare a chiudere gli affari irrisolti dal momento che la benzina mentale viene consumata nel tentativo di raggiungere obiettivi, indipendentemente dal fatto che essi siano importanti (come, ad esempio, grandi obiettivi lavorativi) oppure meno (come, ad esempio, mettere a posto l’armadio). Ogni obiettivo consuma energia mentale, anche se si è in ferie. Ma quando viene raggiunto pienamente, come per magia, la mente si ricarica. È esperienza di tutti che il raggiungimento di una grande soddisfazione ci faccia sentire “magicamente” energici e propositivi, sebbene fino a un attimo prima si era stanchi.

 

Cosa si può fare per fronteggiare lo “stress da rientro”?

Per affrontare il rientro – ma in realtà vale per tutto l’anno – è importante trovare nell’arco della giornata dei momenti per noi stessi, che ci permettono di ricaricarci, di ritrovare energia, di stare piacevolmente a goderci ambienti e pause ristoratori, anche se non ci sembrano necessariamente importanti.

Inoltre, rivolgersi a uno psicologo può rivelarsi di grande utilità per imparare ad affrontare e prevenire tale sindrome. In particolare, è possibile intervenire con tecniche e percorsi di rilassamento e concentrazione, percorsi di time management (gestione del tempo), nonché percorsi che mirano a sviluppare un senso di autoefficacia e gestione delle proprie energie. L’acquisizione di questi strumenti può insegnare a modificare completamente la percezione e il livello dello stress durante tutto l’anno e rendere contemporaneamente molto più appagante e durevole il periodo di riposo estivo.

About the Author

Elena PariseLa dott.ssa Elena Parise, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola "Studi Cognitivi" di Milano, si occupa di supporto psicologico rivolto a bambini ed adolescenti. Effettua inoltre consulenze per il supporto alla genitorialità.View all posts by Elena Parise →

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