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Binge Eating Disorder – Chi è costui?

Gli psicologi mi vedono soltanto grassa, i dietologi solo fuori di testa…”. Così una paziente, C., sintetizzò le difficoltà di molti clinici nel trattare il Binge Eating Disorder (BED) – o Disturbo da Alimentazione Incontrollata -, il quale è un disturbo del comportamento alimentare che solo di recente è stato descritto in modo chiaro ed esaustivo.

 

Ma in cosa consiste il Binge Eating Disorder?

Il sintomo cardine del BED sono le abbuffate, ossia l’introduzione in un tempo limitato di una quantità di cibo significativamente superiore a quella che la maggior parte delle persone non affette da disturbo alimentare mangerebbe nello stesso tempo e nella medesima situazione; durante l’abbuffata, poi, la persona percepisce un senso di perdita di controllo sul cibo.

Oltre a questi elementi, il DSM 5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) indica, fra i criteri diagnostici, il modo in cui deve avvenire l’abbuffata: rapidamente, senza che ne sia avvertita la necessità fisica e in solitudine, per la vergogna del proprio comportamento. A ciò fa seguito, spesso, una spiacevole sensazione di pienezza gastrica, disgusto, tristezza o senso di colpa.

Sensazioni o emozioni?

Un aspetto importante relativo al meccanismo con cui il processo avviene è complesso, ma sembra che in esso siano coinvolte la scarsa tolleranza alle emozioni e l’incapacità di differenziarle dalle sensazioni.

La tendenza a confondere sensazioni ed emozioni fa sì, quindi, che la pienezza gastrica conseguente all’abbuffata venga percepita come un’intensa emozione, in grado di cancellare il disagio emotivo preesistente.

È facile capire, quindi, come il soggetto affetto da BED si senta completamente incapace di gestire le sensazioni-emozioni negative con strumenti diversi dal cibo.

Quando le emozioni diventano cibo…

Nelle persone affette da BED, di fatto, sarebbero le emozioni negative a indurre gli eccessi alimentari. Le emozioni coinvolte sono molteplici: ansia, tristezza, disperazione, noia, rabbia e, in generale, qualsiasi stato d’animo negativo che superi la soggettiva soglia di tolleranza.

Le emozioni negative possono essere provocate dagli eventi più disparati, ma tra loro giocano un ruolo importante le difficoltà relazionali e di coppia.

Di fatto il paziente BED si sente incapace sia di intervenire sulle situazioni che inducono il disagio (perché ciò provocherebbe un intollerabile senso di colpa), sia di manifestare ad altri le emozioni che prova per l’impossibilità di cambiare la propria condizione.

Cosa si può fare?

In letteratura vi sono pochissimi dati riguardanti il trattamento del Binge Eating Disorder e sull’efficacia delle terapie impiegate; è da notare che, a breve termine, la frequenza delle abbuffate diminuisce in modo significativo in risposta alla terapia farmacologia con antidepressivi e varie forme di psicoterapia, ma, nonostante ciò, non si osservano sempre significative relativamente alle riduzioni di peso.

In particolare, la psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede un lavoro congiunto da parte di più figure specialistiche che lavorano in équipe: il dietista-nutrizionista, lo psicoterapeuta e lo psichiatra. Nello specifico, essa mira a modificare l’idea che il peso e le forme corporee costituiscano l’unico o il principale fattore in base al quale stimare il proprio valore personale.

Lo scopo di questo tipo di trattamento è, quindi, quello di aiutare chi soffre di un disturbo dell’alimentazione a imparare a gestire il proprio sintomo, a sostituirlo con comportamenti più adeguati e soddisfacenti, e a identificare e modificare alcune modalità di pensiero problematiche che favoriscono il mantenimento della patologia alimentare.

 

…C. oscilla tra il disprezzo e la tristezza, la rabbia e l’impotenza. C. sente sempre più il bisogno di fare qualcosa per se stessa… C. ora si prende cura di sé e si prenderà il suo tempo perché aggiustare il suo stile di vita è un obiettivo sia eccitante che stressante…”.

About the Author

Elena PariseLa dott.ssa Elena Parise, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola "Studi Cognitivi" di Milano, si occupa di supporto psicologico rivolto a bambini ed adolescenti. Effettua inoltre consulenze per il supporto alla genitorialità.View all posts by Elena Parise →

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