Blog

Abbuffate alcoliche, SkinDeep affronta la nuova tendenza tra i più giovani...

Binge Drinking

Binge Drinking: il nuovo “sballo” del sabato sera…

L’età della prima bevuta si abbassa vertiginosamente, le quantità di alcol non altrettanto. Di cosa sto parlando? Del Binge Drinking, ovviamente.

Di che cosa si tratta?

Il primo a definire il fenomeno del Binge Drinking (ovvero dell’abbuffata alcolica) fu Wechsler nel 1992, in riferimento al consumo di 5 o più bevande alcoliche, al di fuori dei pasti, in un arco di tempo relativamente breve, al fine dell’immediata “ubriacatura” e perdita di controllo. Si tratta di un fenomeno pericolosamente in voga e in ascesa soprattutto fra gli adolescenti, laddove, in locali e discoteche, cocktail e shot vengono serviti in modalità visivamente e gustativamente sempre più accattivanti. Tale fenomeno avrebbe luogo 2 o 3 volte al mese con frequenza maggiore nei ragazzi rispetto alle ragazze.

Perché gli adolescenti ricorrono al Binge Drinking?

Le motivazioni che spingono i giovani ad avvicinarsi all’alcol possono essere svariate: in particolare, le ragazze che ricorrono al binge drinking lo farebbero soprattutto per fuggire da stati depressivi e di solitudine, quali ad esempio il senso di vuoto, considerando l’alcol una sorta di rimedio a stati d’animo negativi intollerabili; i ragazzi, invece, vedono l’ubriacatura soprattutto come un mezzo per divertirsi, star bene con gli altri e integrarsi socialmente e alcuni vi ricorrono con lo scopo di disinibirsi prima di un rapporto sessuale.

Quali sono i rischi del Binge Drinking tra i giovani?

È bene sapere che esiste sia una pericolosità dovuta alla quantità eccessiva di alcool ingerita, sia una dovuta alla modalità di ingestione, la quale può amplificare l’impatto negativo sulle capacità e sulla salute psicologica, cognitiva e organica dell’individuo.

Nello specifico, fare esperienza di Binge Drinking può comportare problemi nelle attività quotidiane, nei rapporti affettivi, familiari e amicali e nelle aree personali e sessuali del soggetto, senza contare il rischio di mettere in pericolo la propria – e altrui – vita e salute attuando i cosiddetti “comportamenti a rischio”, quali incidenti, violenza, atti di vandalismo, rapporti sessuali non protetti, con la conseguente esposizione al contagio di malattie virali e/o gravidanze indesiderate.

Cosa si può fare?

Nel caso di adolescenti, interventi di tipo preventivo possono risultare di grande efficacia: oltre a leggi adeguate per il consumo di alcool, sarebbe necessario aumentare l’attenzione pubblica e diffondere informazioni sui rischi derivanti dal fenomeno, nonché formare adeguatamente gli operatori sanitari, soprattutto per quanto riguarda i pronto soccorso delle aziende ospedaliere, i quali, ogni weekend, si trovano a dover affrontare situazioni di questo tipo.

 

Occorre però riflettere sul fatto che il nodo centrale della questione è uno, ossia che in una società sempre più individualista, in cui fare parte di un gruppo è diventato di fondamentale importanza, l’alcol viene sempre più utilizzato per raggiungere questo scopo, facendo passare “nel dimenticatoio” le classiche – e, diciamolo, sane! – strategie di comunicazione. 
Credendo, però, che il futuro non sarà in mano di coloro i quali sono capaci solo di bere per divertirsi, è fondamentale che in primis le famiglie prestino più attenzione alle nuove generazioni, che chiedono con tutta la loro forza di essere ascoltate e, soprattutto, considerate.

 

About the Author

Elena PariseLa dott.ssa Elena Parise, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola "Studi Cognitivi" di Milano, si occupa di supporto psicologico rivolto a bambini ed adolescenti. Effettua inoltre consulenze per il supporto alla genitorialità.View all posts by Elena Parise →

Lascia un commento

Hai bisogno di consulenza medico-legale, ti stai separando, il tuo bambino ha problemi a scuola? Skindeep risponde.

CONTATTACI SUBITO!