Blog

La Primavera è arrivata e con essa anche i repentini cambi di condizioni meteo. La meteoropatia e i suoi sintomi.

Meteoropatia Skindeep E1427278682422

Meteoropatia: il cambio di stagione influisce sull’umore?

Ho sentito che è in arrivo un’area depressionaria di 982 millibar, e questo mi è confermato anche da un fastidiosissimo mal di testa che sopraggiunge ogniqualvolta c’è un brusco calo di pressione; d’altro canto, caro amico, questo è il prezzo che dobbiamo pagare noi meteoropatici.

Carlo Verdone in Bianco, Rosso e Verdone

 

Per la maggior parte di noi le belle giornate fanno stare bene, mentre i periodi freddi e uggiosi mettono un po’ di tristezza. Ma nelle transizioni di stagione il tempo produce forti sbalzi d’umore e ha un vero e proprio impatto sul nostro stato di salute: parliamo allora di meteoropatia e dei suoi sintomi.

Cosa succede con l’arrivo della Primavera?

Da molto tempo presso la comunità scientifica è stato dimostrato che esiste un rapporto molto stretto tra le variazioni climatiche legate al cambio di stagione e le condizioni psicofisiche che riguardano, in misura maggiore o minore, ciascun essere umano.

Le ragioni specifiche, relativamente all’arrivo della Primavera, sono due:

1. Aumento delle ore di luce;

2. Aumento della temperatura ambientale.

Questi due parametri, però, non producono effetti solo a livello fisico, ma anche a livello psichico. Il cambio di luminosità quotidiana, infatti, indurrebbe cambiamenti a livello cerebrale e influenzerebbe la trasmissione delle sostanze che regolano l’umore (tra cui, ad esempio, la serotonina). L’innalzamento della temperatura, poi, produce importanti variazioni del metabolismo.

Quali possono essere i sintomi della Meteoropatia?

Tra i vari possibili segnali di una sindrome stagionale/primaverile, ci sono la stanchezza, il malessere generale, la perdita di concentrazione, l’irritabilità, l’aggressività e l’ansia, nonché tutta una serie di modificazioni delle abitudini nel ritmo sonno-veglia (sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo), del peso/appetito e delle attività sociali e lavorative.

Questo malessere è stato definito SAD (Season Affective Disorder), o Disturbo Affettivo Stagionale, e si riferisce ad un disturbo dell’umore e, più in generale, dell’affettività, che viene a verificarsi proprio in relazione e in concomitanza con i cambi di stagione.

Dal punto di vista fisiologico, inoltre, l’aumento delle ore di luce e della sua intensità porta ad una maggiore produzione di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”), che l’organismo secerne per far fronte all’aumentato fabbisogno di energia che segue la fine dell’inverno e l’allungamento del periodo di luce giornaliero.

Oltre al cortisolo, poi, aumenta anche la produzione di melatonina e la quantità di serotonina in circolo, proporzionalmente all’esposizione alla luce solare, determinando variazioni biochimiche anche brusche che possono portare all’aumento dell’attivazione fisiologica, la quale provoca un maggiore disagio nei soggetti che già soffrono di ansia.

Chi può essere più colpito da Meteoropatia?

Sicuramente, a soffrirne di più sono le persone la cui attivazione di base è già significativa, pertanto reagiscono peggio delle altre alle alterazioni biochimiche indotte dal cambio di stagione, indipendentemente dal fatto che soffrano di un disturbo d’ansia.

Sul versante delle caratteristiche di personalità, invece, sappiamo che gli individui più soggetti a modificare il loro umore in conseguenza delle stagioni presentano una cronica percezione di stress negativo per la loro situazione di vita e una marcata tendenza a vivere le loro emozioni intensamente.

Che cosa si può fare?

In linea generale chi si trova a disagio in questi momenti di passaggio può intervenire per quanto riguarda gli effetti di luce e temperatura (ad esempio, usando occhiali da sole e abbigliamento non eccessivamente caldo). Inoltre, è importante promuovere l’attività fisica all’aria aperta e prediligere una corretta alimentazione, preferendo frutta, verdura e acqua ad alimenti eccessivamente calorici.

È importante, infine, che chi soffre già di un disturbo d’ansia non sottovaluti il fatto che una parte del suo attuale malessere possa dipendere anche da ciò che succede nel suo corpo, oltre che nella sua mente, e che quindi non c’è motivo di spaventarsi o di pensare ad un peggioramento stabile dell’ansia.

D’altra parte, chi non è ancora in terapia (psicologica e/o psicofarmacologica) può cogliere l’occasione per affrontare il problema e per chiedere aiuto ad uno psicologo senza rimandare ulteriormente, per scoprire anche se tali sintomi sono il segnale di un disturbo latente causato da altri fattori e che il cambio stagionale ha messo in evidenza.

About the Author

Elena PariseLa dott.ssa Elena Parise, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola "Studi Cognitivi" di Milano, si occupa di supporto psicologico rivolto a bambini ed adolescenti. Effettua inoltre consulenze per il supporto alla genitorialità.View all posts by Elena Parise →

Lascia un commento

Hai bisogno di consulenza medico-legale, ti stai separando, il tuo bambino ha problemi a scuola? Skindeep risponde.

CONTATTACI SUBITO!