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L'intelligenza senza ambizione è come un uccello senza ali. S. Dalì.

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Il lato b dell’essere ambiziosi

Intervista di Alessia Lucchese alla dott.ssa Natoli per Viver Sani e Belli

Primeggiare in ogni occasione fa bene? Sì, fino al momento in cui non diventa un problema per chi ci sta accanto. Tendere all’eccellenza è positivo ma è importante che la nostra personalità non ci porti ad esagerare.

Ma cosa significa “ambizione”?

Secondo l’enciclopedia Treccani, due sono i significati che si possono attribuire alla parola ambizione: quello più positivo fa riferimento ad un desiderio di eccellere, di migliorare la propria posizione sociale o professionale ma può anche assumere il significato assoluto di desiderio di potere, onori, vanità, orgoglio smisurato.

In realtà, l’ambizione è di certo qualcosa di positivo. Il desiderio di eccellere definisce l’identità, permettendoci di crescere. Essere ambiziosi non significa solo raggiungere un obiettivo ma costruire un progetto di vita che possa riguardare i diversi ambiti…

afferma la psicoterapeuta dott.ssa Natoli.

Ambizione = Vincere a tutti i costi?

La prima competizione in cui gareggia chi è ambizioso è, ovviamente, la gara con se stesso. Anche in questo caso, così come nella competizione con l’Altro, è fondamentale potersi dare dei limiti.

Il darsi dei limiti ha a che fare con quello che siamo non con ciò che desideriamo. L’ambizione è uno strumento per accedervi, dipende quindi da noi il come utilizzarlo. D’altronde, per dirla con Dalì, l’intelligenza senza ambizione è un uccello senza ali…

Essere ambiziosi significa avere l’ossessione della perfezione?

Certo, il desiderio di migliorare continuamente la propria condizione (ovvero l’ambizione) può tradursi nel desiderio di raggiungere l’eccellenza. E in questo non vi è nulla di sbagliato.

Altro discorso è la tendenza al perfezionismo patologico che nulla ha a che fare con l’ambizione. Basti pensare al perfezionismo dei disturbi alimentari (anoressia nervosa) dove la ricerca della perfezione, su tutti i livelli, è dettata dalla necessità dell’essere visti nella relazione con l’Altro (genitori, insegnanti, colleghi, fidanzati, amanti).

Il lato b-uono dell’essere ambiziosi

Come fare, quindi, per essere ambiziosi in modo “sano”? Come spesso accade nella vita, bisogna imparare a porsi le giuste domande.

  1. Che cosa voglio ottenere? È importante capire se il nostro bisogno di riuscire è legato al contesto di vita e se siamo davvero noi a desiderarlo.
  2. Perché voglio ottenerlo? Bisogna comprendere dove finisce la nostra ambizione e dove inizia, invece, quella degli altri. Il rischio è quello di lasciarsi andare a recriminazioni e rimpianti.
  3. Che cosa posso mettere in gioco? Passione, costanza e dedizione di guidano nel realizzare il nostro progetto di vita, sottolineando il valore positivo dell’ambizione.
  4. Che cos’altro ho nella vita? Ritagliarsi uno spazio esterno, fatto di passioni, hobby, passatempo è fondamentale per non fare dei propri obiettivi di carriera l’unica ragione di vita.
  5. In che modo mi supportano gli altri? Chi ci sta accanto deve sostenerci ma non prendere le decisioni al posto nostro.

 

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About the Author

Alice NatoliLa dott.ssa Alice Natoli è Psicologa e Psicoterapeuta. Si occupa dei principali disturbi dell'umore, dei disturbi d'ansia e della personalità. Perfezionata in Psicologia Forense, effettua valutazioni psicodiagnostiche, valutazioni neuropsicologiche e consulenze tecniche di parte.View all posts by Alice Natoli →

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