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Separarsi Insieme. Come affrontare la fine della relazione di coppia

Avvocato Milano MATRIMONIO FINITO

Separarsi in Italia

Le opzioni per la separazione e il divorzio in Italia

Scritto dall’Avv. Elisa Galanti

 

Con la separazione personale dei coniugi si apre una fase transitoria del rapporto in attesa che le parti stabiliscano di porre definitivamente fine al loro matrimonio con il divorzio oppure decidano di riconciliarsi.

A tal fine, un provvedimento del giudice autorizza i coniugi a vivere separati solo temporaneamente e in base a dei presupposti stabiliti dalla legge.

La separazione personale dei coniugi può essere consensuale o giudiziale: la prima, è richiesta dai coniugi congiuntamente; la seconda, è richiesta da un coniuge nei confronti dell’altro.

Mentre la separazione consensuale presuppone l’incontro della volontà dei coniugi, quella giudiziale richiede una sentenza del giudice per comporre lo stato di conflitto fra marito e moglie.

 

Nuove opzioni per la separazione

Il legislatore, tuttavia, ha anche previsto la possibilità di separarsi, divorziare o modificare le relative condizioni senza ricorrere al giudice ma utilizzando modalità alternative di risoluzione alla controversia, altrimenti note come ADR.

Nello specifico si tratta di negoziazione assistita dagli avvocati e accordo davanti al Sindaco.

  • La legge 162 del 2014 prevede che i coniugi, d’accordo fra loro, possano separarsi o divorziare o modificare le relative condizioni davanti ai propri avvocati, stipulando una convenzione di negoziazione con la quale si impegnano a cooperare in buona fede e con lealtà per raggiungere, entro un certo lasso di tempo stabilito dalla legge, una soluzione consensuale alla separazione, al divorzio o alla modifica delle condizioni.

Attraverso una procedura semplificata, l’accordo raggiunto produrrà gli effetti di un provvedimento giudiziale. Ottenuto il nulla osta o l’autorizzazione da parte del Procuratore della Repubblica presso il tribunale, infatti, gli accordi vengono trasmessi all’Ufficiale dello Stato Civile per le trascrizioni.

In caso di mancata autorizzazione, il PM trasmetterà l’accordo al presidente del Tribunale, il quale fisserà una udienza per la comparizione delle parti.

  • La stessa legge prevede altresì la possibilità che i coniugi possano concludere, davanti all’ufficiale di stato civile, un accordo consensuale di separazione o divorzio. L’atto contenente l’accordo viene compilato e sottoscritto dal Sindaco e dalle parti immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni. Tale accordo, se confermato dai coniugi dopo 30 giorni, sostituisce i provvedimenti giudiziali di separazione, divorzio e modifica delle relative condizioni.

 

La pratica collaborativa

Una particolare forma di negoziazione assistita, poi, è la pratica collaborativa. Nata negli Stati Uniti e sviluppatasi ora in Europa e in Italia, la pratica collaborativa è una modalità consensuale di risoluzione dei conflitti che prevede la partecipazione attiva delle parti, assistite dai loro avvocati, ma che esclude la figura di un terzo soggetto facilitatore dell’accordo (Giudice o mediatore).

Caratteristica specifica è la stipula di un accordo preliminare, detto “accordo di partecipazione”, in cui le parti e i loro avvocati si impegnano a collaborare, condividendo le informazioni in modo corretto e in buona fede e con l’obbligo da parte dei professionisti di recedere nel caso in cui uno dei clienti decida di ricorrere al Tribunale. L’incarico agli Avvocati, infatti, è limitato alla negoziazione, e se questa dovesse fallire, non potrebbero più seguire il proprio cliente in un eventuale giudizio.

Tutte le informazioni condivise, ovviamente, sono garantite dall’obbligo di riservatezza e dal divieto del loro utilizzo in Tribunale.

Esiste infine la mediazione familiare, istituto che può essere attivato per decisione delle parti o su invito del giudice (in caso di separazione giudiziale). Si tratta di un processo di risoluzione dei conflitti in cui le parti, non obbligatoriamente assistite dai propri avvocati, si affidano ad un terzo imparziale, il mediatore, per comunicare l’una con l’altra e trovare una soluzione condivisa del problema.

Il procedimento di mediazione dura al massimo tre mesi e si svolge in totale riservatezza. Anche in questo caso, tutti gli elementi venuti alla luce durante il procedimento, infatti, saranno inutilizzabili in un eventuale giudizio.

L’accordo raggiunto dalle parti, se sottoscritto con gli avvocati, ha valenza di titolo esecutivo; se sottoscritto senza la presenza degli avvocati diverrà titolo esecutivo dopo l’omologazione del Presidente del Tribunale.

 

A proposito dell’Avv. Elisa Galanti

Esperta in Diritto Civile, ed in particolare in materia di Diritto di Famiglia, Ella opera in SkinDeep all’interno del servizio “Separarsi Insieme” per supportare le coppie in contesti di separazione stragiudiziale per addivenire a separazione o a divorzio.

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